I commissari straordinari potranno guadagnare al massimo 240 mila euro l’anno. Per controllare la spesa pubblica ed evitare compensi particolarmente elevati: «per un’amministrazione straordinaria ci hanno chiesto anche per 34 milioni di euro». Lo ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nella conferenza stampa che si è tenuta dopo il consiglio dei ministri – durato circa due ore – che ha approvato il disegno di legge delega sulla riforma delle amministrazioni straordinarie e degli enti cooperativi e mutualistici.
Entrando nello specifico del provvedimento, è prevista «la revisione e la semplificazione della disciplina dell’Amministrazione Straordinaria, con l’obiettivo di prevenire l’insolvenza, rendere più efficace e tempestiva la gestione delle crisi aziendali e rilanciare le imprese strategiche attraverso misure specifiche per la composizione negoziata».
In particolare, cita Urso, «si aggiunge un meccanismo anticipatorio per aziende che potrebbero avere bisogno di un sostegno – un po’ come stiamo facendo con i tavoli di crisi – per salvare l’impresa». E ci sarà una «procedura con degli esperti certificati che potranno essere chiamati a supporto per le aziende».
L’altro capo della riforma riguarda il settore degli enti cooperativi e mutualistici e si inserisce nell’ambito degli interventi «volti a contrastare i fenomeni distorsivi nel settore delle cooperative, a combattere il caporalato e a garantire maggiore trasparenza e razionalizzazione della spesa pubblica». Un impegno che ha già comportato la cancellazione, riporta Urs, «di 30.000 cooperative inattive dal Registro delle Imprese, in seguito al mancato deposito dei bilanci di esercizio per oltre cinque anni e l’assenza di valori patrimoniali immobiliari».
Ok al decreto sui migranti irregolari
La stessa riunione dei ministri ha dato poi il via libera al decreto legge che contiene disposizioni urgenti per il contrasto dell’immigrazione irregolare.
Il provvedimento, composto da un solo articolo, interviene sulla legge di ratifica del protocollo con l’Albania – e non sul contenuto dello stesso – e «rende possibile utilizzare le la struttura di Gjader già esistente anche per le persone che possono essere trasferite dall’Italia, e non solo per quelle che venivano trasferite all’esito di operazioni di soccorso in mare» ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa post-cdm.
Nella pratica si potranno trasferire anche nella struttura in Albania i migranti che attualmente sono nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Italia, quindi destinatari di un decreto di espulsione convalidato dal magistrato.
Per di più, visto che «il centro è già presente, non ci saranno risorse aggiuntive per la realizzazione della struttura che entrerà a far parte della rete nazionale dei Cpr».
In materia di Paesi di origine sicuri nessuna novità nella relazione annuale approvata in cdm, ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, anticipando che adesso le schede «vanno presentate al Parlamento, una volta ascoltato il Parlamento il Governo valuterà se adottare un nuovo decreto legge che modifichi la lista dei Paesi sicuri o lasciare inalterata la lista introdotta nello scorso autunno».
Restando in tema migrazione, con l’approvazione della riforma della cittadinanza iure sanguinis approvata dal cdm si vuole «favorire l’immigrazione di ritorno» e «chi si sente legato all’Italia», ma vuole mettere uno stop agli «abusi» ha precisato il vice premier Tajani. Dalla mezzanotte di oggi, 28 marzo scattano le nuove regole. «Ovviamente non si toglie il passaporto a chi l’ha già ottenuto onestamente, ma non ci saranno sanatorie», ha aggiunto, ribadendo che «si diventa cittadini se si hanno fino ai nonni italiani».
Altri 820 milioni per gli asili
Il consiglio dei ministri ha infine dato il via libera a due provvedimenti in materia di formazione e scuola.
Da un lato, è stato approvato il primi dlgs attuativo della riforma dell’accesso alle facoltà di Medicina che «ha infranto il tabù del numero chiuso» ha commentato la ministra dell’università e la ricerca, Anna Maria Bernini. Con la riforma «gli studenti saranno formati all’interno dell’università, gratuitamente durante le lezione, e dovranno affrontare un esame finale al termine del semestre per avere accesso al corso di laurea». Così «eliminiamo lo squallido mercato della formazione privata sui test, che non formava sui contenuti ma formava su domande di test, a volte nemmeno esistenti».
Dall’altro lato, il dl Pnrr introduce una riforma del sistema di reclutamento dei docenti previsto dal Pnrr, a seguito di un proficuo confronto con la Commissione europea sulla base dell’analisi dei primi due anni di applicazione del nuovo sistema. «Compiamo un passo decisivo per garantire la copertura completa delle cattedre con docenti competenti e stabili. La nostra azione mira, infatti, a ridurre al minimo il ricorso alle supplenze, aumentando al contempo la stabilità del sistema scolastico. I docenti idonei, che hanno superato i concorsi ma non hanno ottenuto il ruolo, ora potranno finalmente avere un’opportunità concreta di entrare in servizio, anche in regioni con forte carenza di personale», ha spiegato in conferenza stampa il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
Nel dettaglio, la riforma consente di utilizzare i candidati idonei dei concorsi Pnrr per coprire le cattedre rimaste vacanti a seguito di selezione, integrando le graduatorie con i docenti che hanno raggiunto almeno il punteggio minimo nelle prove concorsuali, fino a coprire il 30% dei posti banditi. Si prevede, inoltre, l’anticipazione dei tempi per la sottoscrizione dei contratti di lavoro, che avverrà prima della presa di servizio, permettendo di rendere disponibili i posti non assegnati già nell’anno scolastico in corso.
Si rendono, inoltre, disponibili circa 820 milioni di euro per il nuovo piano per asili nido, che derivano dal riconoscimento, da parte della Commissione europea, dei maggiori costi sostenuti dallo Stato italiano a fronte dell’incremento dei prezzi di realizzazione delle opere e in ragione del mantenimento dei medesimi target iniziali. E ancora il dl Pnrr incrementa di 1 milione di euro, per l’anno 2025, e di 3 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, la dotazione dello stanziamento attualmente disponibile per la fornitura, gratuita o semigratuita, dei libri di testo a favore degli alunni più disagiati. Ed è stata poi autorizzata la spesa di un milione di euro di 1 milione di euro per l’ampliamento dell’offerta formativa degli Its connessa ai processi di internazionalizzazione relativi al Piano Mattei. (riproduzione riservata)
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