L’accordo di Stmicroelectronics con l’azienda cinese Innoscience minaccia il futuro del polo di Catania, già messo in ombra dalla fabbrica francese di Tours. Anche Agrate soffre il confronto con Crolles. Intanto, i lavoratori protestano davanti al ministero delle Imprese per i possibili tagli. Tutti i dettagli.
Il 31 marzo Stmicroelectronics, l’azienda di semiconduttori controllata dal ministero dell’Economia italiano e dalla banca pubblica francese Bpifrance, ha annunciato un accordo con la società cinese Innoscience sullo sviluppo e la manifattura di tecnologia al nitruro di gallio. Indicato con la sigla GaN, si tratta di un semiconduttore che garantisce alte prestazioni senza generare troppo calore: è dunque efficiente sia dal lato operativo che da quello energetico.
I dispositivi GaN, si legge nel comunicato, “offrono perdite [nella conversione energetica, ndr] significativamente inferiori, il che consente migliore efficienza, dimensioni ridotte e peso più leggero, riducendo così il costo complessivo della soluzione e l’impronta di carbonio. Questi dispositivi stanno venendo rapidamente adottati nell’elettronica di consumo, negli alimentatori dei centri dati e industriali, negli inverter solari e vengono progettati nei gruppi propulsori dei veicoli elettrici di prossima generazione, grazie ai loro sostanziali vantaggi in termini di riduzione delle dimensioni e del peso”.
L’ACCORDO CON INNOSCIENCE È UNA MINACCIA PER CATANIA
Quella al nitruro di gallio, insomma, viene presentata come una tecnologia strategica, nella quale Innoscience è molto avanti. Anche Stmicroelectronics sta lavorando allo sviluppo di soluzioni GaN, nel suo centro di Catania: il giornale Domani lo aveva descritto come un “polo di ricerca specializzato e avanzato che è in stretta relazione con il centro di ricerca scientifico del Cnr di Catania, che riceve importanti finanziamenti pubblici, con un budget da 30 milioni di euro”.
L’accordo di ricerca e sviluppo con Innoscience, unito al fatto che Stmicroelectronics aveva già deciso di localizzare la fabbricazione dei dispositivi GaN a Tours, in Francia – ne scrisse ad esempio Les Echos nel 2019 -, rappresenta però un rischio ulteriore per il futuro del centro di Catania, che vedrebbe perdere la sua rilevanza.
STMICROELECTRONICS PUNTA SU CROLLES ANZICHÉ SU AGRATE?
Se Catania rischia di essere messa in ombra da Tours, lo stabilimento di Agrate potrebbe invece venire oscurato da quello di Crolles, già più avanti nella produzione di wafer di silicio da trecento millimetri.
L’output di Agrate dovrebbe infatti salire a tremila pezzi alla settimana nel 2025 e raggiungere la soglia dell’efficienza – cioè quattromila pezzi – l’anno prossimo; già oggi, però, la fabbrica di Crolles supera questi livelli. Di conseguenza, Stmicroelectronics potrebbe decidere di concentrare in Francia gli investimenti futuri.
LE PROTESTE AL MINISTERO DELLE IMPRESE
Oggi i rappresentanti di Stmicroelectronics illustreranno il piano industriale della società, presso la sede del ministero delle Imprese: saranno presenti il ministro delle Imprese Adolfo Urso, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i sindacati.
I lavoratori di Stmicroelectronics hanno organizzato un presidio di protesta davanti al ministero, preoccupati per i possibili tagli del personale. “L’azienda deve darci certezze sulle prospettive industriali e occupazionali, con particolare attenzione al sito di Agrate Brianza. È in gioco il futuro di migliaia di lavoratori e di un intero comparto strategico per il nostro paese. Serve un impegno concreto per garantire stabilità, investimenti e sviluppo tecnologico”, ha dichiarato Pietro Occhiuto della Fiom Cgil.
Il 28 maggio, invece, si terrà l’assemblea generale degli azionisti di Stmicroelectronics, nella quale si discuterà anche delle nomine del consiglio di sorveglianza. Il 20 marzo Maurizio Tamagnini si è dimesso dalla vicepresidenza del supervisory board: in sua sostituzione, il ministero dell’Economia ha indicato Marcello Sala. Il ministero delle Imprese, invece, ha designato Simonetta Acri per prendere il posto di Donatella Sciuto.
Da tempo il governo è molto critico nei confronti dell’amministratore delegato Jean-Marc Chery.
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