Trump lancia la guerra dei dazi: stangata su Cina, UE e Gran Bretagna. Preoccupazione in Italia, Bruxelles valuta le contromisure
Washington D.C., 3 aprile 2025
Donald Trump rilancia la sua visione protezionistica e annuncia una nuova ondata di dazi commerciali verso 15 Paesi, tra cui Cina (34%), Unione Europea (20%), Vietnam, Giappone, India, e anche Regno Unito (10%). La misura, presentata con tanto di cartellone in una conferenza stampa, punta a “riequilibrare” il commercio globale in base alla regola della reciprocità: “Tariffe uguali per tutti. Se loro tassano noi, noi tassiamo loro.”
Bruxelles: “L’Europa non starà a guardare”
La Commissione Europea ha convocato un vertice straordinario per definire una risposta comune. Tra le ipotesi in discussione, dazi selettivi sui beni americani, ricorsi al WTO e sgravi interni per proteggere l’export dei Paesi membri.
Preoccupazione in Italia: le reazioni della politica
Le ripercussioni delle misure americane potrebbero essere pesanti per il Made in Italy, soprattutto per i settori dell’agroalimentare, della moda, dei macchinari industriali e dell’automotive. Diverse voci della politica italiana hanno espresso allarme:
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy:
“Il protezionismo americano rischia di colpire duramente le nostre esportazioni. Serve un fronte comune europeo, ma anche una diplomazia economica forte. Difenderemo i nostri prodotti.”
Antonio Tajani, Ministro degli Esteri:
“Trump commette un grave errore strategico. Queste misure penalizzano l’economia globale e danneggiano anche le imprese americane. L’Italia chiede rispetto e reciprocità vera, non ritorsioni.”
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico:
“L’Europa deve reagire con fermezza. Serve un piano europeo di sostegno all’export e una visione chiara per difendere il lavoro e le imprese italiane.”
Matteo Salvini, vicepremier:
“Difendiamo l’Italia, sempre. Ma questo è il momento per rafforzare i nostri legami commerciali con il resto del mondo, a cominciare dai BRICS. Non possiamo essere ostaggio delle decisioni d’Oltreoceano.”
Le categorie più colpite
Le imprese italiane che esportano negli Stati Uniti temono contraccolpi immediati. In particolare:
• Vino, formaggi e olio d’oliva
• Macchine utensili e componenti meccaniche
• Abbigliamento e calzature di lusso
• Componentistica per auto
Secondo Confartigianato e Confindustria, il rischio è la perdita di miliardi di euro in esportazioni nei prossimi 12 mesi.
Conclusione: nuova guerra commerciale?
Trump punta sul protezionismo per galvanizzare la sua base in vista delle elezioni USA, ma il prezzo potrebbe essere alto: una nuova frattura tra America ed Europa, proprio nel momento in cui il mondo ha bisogno di cooperazione economica.
Ora la palla passa a Bruxelles e… anche a Roma.
M.M.
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