Rinnovabili bloccate dalla moratoria incostituzionale, il Tar apre la porta a risarcimenti milionari


La legge moratoria che bloccava per 18 mesi gli impianti di energia rinnovabile in Sardegna è stata abrogata e giudicata incostituzionale. Ma continua a produrre effetti. Negativi, però: il rischio è che la Regione venga travolta da richieste di risarcimento milionarie presentate da società che avevano presentato progetti per eolico e fotovoltaico, bloccati in virtù di quella norma. 

Il pericolo emerge da una sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della Sassari Wind Srl, società che aveva intenzione di realizzare un impianto di sei pale a Campanedda, in territorio di Sassari.  A settembre 2024 l’assessorato all’Ambiente aveva sospeso il procedimento di Paur, richiamando la moratoria. 

A dicembre è stata approvata la legge sulle aree idonee. E qualche settimana fa la moratoria, anche se superata, è stata dichiarata incostituzionale perché, per la Consulta, non poteva fermare – o provare a farlo, visto il risultato – tutte le procedure in essere invadendo il campo della legislazione in tema di energia, dove sono considerate prevalenti le norme statali

Anche per questo i legali della Regione avevano cercato di far dichiarare al Tar la “cessazione della materia del contendere”: non essendo più la legge in vigore, sostenevano, il problema è superato. Ma i giudici amministrativi hanno accolto la tesi degli avvocati della società: secondo il Tar è stato giusto arrivare a una sentenza perché «è sufficiente che la parte dichiari di avervi interesse a fini risarcitori (…) non essendo necessario specificare i presupposti dell’eventuale domanda risarcitoria, né averla proposta nello stesso giudizio di impugnazione o delibare, in chiave prognostica, la sua eventuale fondatezza». Quindi: i ricorrenti hanno diritto, se hanno ragione, di avere un verdetto sul quale basare eventuali richieste di risarcimento. Per capire: al di là della mancata realizzazione degli impianti, che provoca possibili danni indennizzabili, alla Regione potrebbe essere richiesto il risarcimento delle spese per la progettazione e per la presentazione dell’istanza. Che in certi casi ammontano a centinaia di migliaia di euro. Basta l’attivazione di pochi procedimenti e le somme lieviterebbero in modo esponenziale. E a pagare verrebbe chiamata la Regione.

Nel caso specifico il Tar ha annullato i provvedimenti che hanno bloccato il progetto della Sassari Wind. E in modo simile si sono espressi nella vicenda dell’impianto agrivoltaico Sardegna Green, stoppato dal Comune di Sassari sulla base della stessa moratoria. 

Due verdetti, forse i primi di una lunga serie, che aprono le porte a richieste di risarcimento potenzialmente astronomiche. Fatti salvi ulteriori ricorsi al Consiglio di Stato da parte della Regione. 

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