La ricetta di Confartigianato Arezzo per far fronte ai dazi Usa: “Troveremo nuovi mercati”


Con la conferma della validità dei dazi, si aprono scenari complessi per le aziende di ogni settore. Per questo il presidente di Confartigianato Imprese Arezzo, Maurizio Baldi, ha sottolineato come la condizione di incertezza e timore delle aziende non deve essere sottovalutata e come guardare con speranza al futuro.

“Tutto questo rischia di avere un grande impatto sulle aziende e su tutta la filiera del lavoro – ha spiegato Baldi – dobbiamo sempre tenere presente che sono tutte le attività merceologiche a comporre l’indotto. Non c’è più una nicchia di riferimento che rischia di ricevere il contraccolpo dalla nuova politica dei dazi Usa, ma siamo tutti coinvolti”.

Baldi sottolinea l’impegno di Confartigianato Imprese Arezzo che è in frequente contatto con i vertici nazionali, una vicinanza testimoniata anche dal recente convegno nazionale dell’Associazione che si è svolto proprio ad Arezzo. “In questo momento di contrattazione siamo in attesa delle scelte dell’Europa, che deve riuscire prima di tutto a trovare un’unità di intenti. Come associazione provinciale lavoriamo affinché il grido d’allarme delle nostre imprese arrivi a tutti i tavoli nazionali e di conseguenza a quella europei. Il costante dialogo con la Confartigianato nazionale, testimonia un’attenzione anche alle dinamiche economiche che si verificano nel nostro territorio”.

In questo difficile quadro è necessario non perdere di vista le opportunità che ogni momento di crisi può portare con sé. “Da imprenditore è importante mettere a fuoco le opportunità che emergono anche dai momenti di difficoltà – riflette Baldi – dobbiamo chiederci subito come fare a rialzare la testa velocemente. Per farlo bisogna iniziare a guardare ad altri mercati dove portare i nostri prodotti. Questa è una soluzione ovvia ma non facile da realizzare”.

Come è possibile dunque lavorare affinché le aziende possano trovare nuovi sbocchi di vendita? “Per collocare in altri mercati i nostri prodotti, che siano quelli del comparto del manifatturiero, del design o dell’agroalimentare, dobbiamo renderli appetibili, interessanti e attrattivi. In questo caso abbiamo bisogno di risorse da fornire alle aziende per diversificare i mercati e per iniziare a lavorare ancora di più sull’e-commerce”.

Per fare questo c’è bisogno da un lato di un cambio di mentalità, dall’altro di un supporto economico. “Le aziende artigiane da anni si sono confrontate con le vendite online – spiega Baldi – ma vendere sul web in maniera efficace significa avere un’altra azienda vera e propria, un’azienda virtuale parallela a quella reale, con tutti i costi che implica. Si deve far fronte ad una predisposizione e alla capacità di rispondere in maniera veloce ai clienti per creare un fatturato sicuro sul mercato online globale. Avere un sito internet aziendale non è sufficiente.

“In sintesi – conclude Baldi – come avvenuto durante la pandemia, abbiamo capito rapidamente come organizzare la digitalizzazione delle riunioni online. Prima le videocall o i webinar erano quasi sconosciuti e pochi mesi dopo dall’inizio del covid sono state inseriti in tutti gli statuti e i documenti. Contro l’incertezza e la preoccupazione che dilaga e che è testimoniata dall’andamento delle borse mondiali, rafforzare la presenza online e la digitalizzazione delle imprese potrebbe essere la soluzione per sostenere il sistema delle Pmi, motore dell’economia italiana. Per questo serve che le istituzioni si muovano velocemente per fornire supporto agli imprenditori in tal senso”.



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